Dal contrappunto al cinema
di Linda Iobbi - 14 Marzo 2026
Fabio Massimo Capogrosso al Circolo delle Quinte Reloaded
C’è un filo sottile che lega un ragazzo che a diciassette anni sta per gettare la spugna, un proprietario di studio che gli consiglia di non studiare composizione, e Marco Bellocchio che gli dice: “Non importa se non hai mai scritto per il cinema, anzi, è meraviglioso così”.
Questo filo è la carriera di Fabio Massimo Capogrosso, il primo, straordinario ospite della nuova puntata del Circo delle Quinte Reloaded, il podcast di Quinte Parallele finalmente in studio.
Il Circolo delle Quinte torna in una nuova veste e si trasforma. Filippo Simonelli, assieme alla sottoscritta dietro le quinte, conduce le nuove puntate di questa straordinaria stagione del nostro storico podcast. Per iniziare abbiamo invitato un ospite speciale, un vecchio amico di Quinte! Un compositore che il pubblico spesso associa al grande cinema (grazie al sodalizio con Bellocchio), ma la cui anima affonda le radici in uno studio profondissimo e artigianale della musica “assoluta”.
Quando scrivo, da sempre, non ho la percezione del tempo
Fabio Massimo Capogrosso
In questa chiacchierata intima e scoppiettante, scopriamo che la svolta della sua vita non è nata da un’illuminazione, ma da una crisi di gioventù. A 17 anni, un insegnante gli dice che è negato, che è senza futuro nella composizione. La sua reazione? Chiamare l’amico Sesto Quadrini e dire: “Smetto con la musica”. La risposta dall’altra parte del telefono è un fiume in piena di parolacce, condite con un consiglio secco: “Ma tu sei scemo? Tu devi andare all’Aquila e studiare con Sergio Prodigo!”.
Da quel “vaffa” salvifico nasce tutto. Capogrosso ci porta nel suo mondo, raccontando il privilegio di avere maestri che ti lasciano libero e l’incontro folgorante con Stravinskij e John Adams.
Ma il cuore pulsante della puntata è l’ingresso nel cinema: “Non ci pensavo proprio, al cinema”, ammette. Poi la chiamata di Bellocchio per Esterno Notte, la lettura travolgente della sceneggiatura, e la decisione di presentarsi dopo soli cinque giorni non con i due minuti richiesti, ma con cinque pezzi già pronti: “Hai scritto già tutto il film!”, ci scherza Filippo.
A Marco Bellocchio devo tantissimo, è una delle persone più importanti della mia vita. Ho imparato a fare cinema con lui.
Fabio Massimo Capogrosso
Dagli aneddoti su come si scrive guardando le scene dal telefonino in una mansarda senza internet alle riflessioni sul rapporto tra immagine e musica per arrivare al racconto di come una melodia nata per un film possa finire per raccontare l’amore tra padre e figlia in un’altra pellicola. Questa puntata è un viaggio nell’arte di un compositore che ha fatto della libertà e della profondità la sua firma.
Ma attenzione: questa non è una lezione di musica. È una chiacchierata tra amici, piena di risate, ricordi e quella passione viscerale che solo chi vive per la musica può trasmettere.
Correte a guardare la puntata completa sul nostro canale Youtube Quinte Parallele. Perché, come dice il nostro ospite, quando scrivi, il tempo vola. E vedrete, volerà anche per voi.
